Poco considerati, salari non adeguati. A tanti lavoratori della Curia il regolamento piace poco

Che cosa pensano gli associati Adlv del nuovo Regolamento del personale della Curia Romana? L’analisi delle osservazioni evidenzia un diffuso disagio che va oltre la contestazione di singole norme. Secondo molti dipendenti, il nuovo impianto avrebbe rafforzato il controllo amministrativo e la discrezionalità dei Superiori, riducendo tutele, partecipazione e centralità della persona.

In Vaticano perdita del potere d’acquisto dei salari

Tra i temi principali vi è il trattamento economico: stipendi fermi dal 2008, perdita del potere d’acquisto, scatti biennali divenuti “eventuali”. Gli associati insistono, di contro, sul necessario recupero dei bienni sospesi e sul riconoscimento, anche retroattivo, delle mansioni superiori svolte senza adeguato inquadramento.

Quale carriera per i lavoratori del Vaticano?

Ampio spazio è dedicato alla carriera. Vengono denunciate progressioni bloccate (il più delle volte dalla Segreteria per l’Economia, in un’ottica di discutibile risparmio), mancata applicazione delle classi orizzontali previste dall’art. 33 e criteri di avanzamento ritenuti poco trasparenti, con la richiesta di valorizzare maggiormente esperienza, merito e professionalità interne. 

La gestione economica della Santa Sede è davvero virtuosa?

La supposta penuria di risorse della Santa Sede non giustifica il fatto che i dipendenti debbano pagare per un disavanzo di cui non hanno alcuna responsabilità, discapito dei loro diritti. Sarebbe opportuno, piuttosto, analizzare più a fondo una gestione economica che non permette alla Santa Sede di “pagare all’operaio la giusta mercede”. Ci si aspetta che anche i manager diano il buon esempio, valutando tagli nell’ambito di un’ampia rosa di voci che potrebbero considerare (stipendi, affitti, benefit, ecc.).

Distribuzione dei livelli retributivi non adeguata

C’è, inoltre, disparità nei livelli, a fronte della stessa mansione svolta, e negli orari di lavoro, con casi di turni molto gravosi, in particolare per i portieri senza alloggio di servizio, ai quali sarebbero richiesti carichi di lavoro elevati, senza un pieno riconoscimento delle ore supplementari. Si chiede, per tutti, una programmazione mensile dei turni.

Ferie e malattia da rivedere

Critiche riguardano anche il nuovo sistema delle ferie: il passaggio da giorni a 158 ore, senza considerare le diverse articolazioni dell’orario di lavoro, viene ritenuto penalizzante e genera residui orari difficilmente utilizzabili (+2). Si propone inoltre di prorogare i termini di utilizzo delle ferie e di consentirne l’interruzione in caso di malattia certificata. Sulla malattia si chiede di poter presentare il certificato dal secondo giorno di assenza e di introdurre fasce di reperibilità definite (e non estese all’intera giornata lavorativa), chiarendo anche la disciplina applicabile ai lavoratori su turni.

Troppa discrezionalità nella mobilità

Perplessità emergono sulla mobilità interna, che consentirebbe trasferimenti senza il consenso del dipendente, e più in generale sull’ampia discrezionalità attribuita ai Superiori in materia di valutazioni, promozioni, mansioni, permessi e trasferimenti. Analoghe richieste di riequilibrio riguardano il sistema disciplinare, evidenziando l’esigenza di: rafforzare il diritto di difesa del dipendente; garantire un pieno accesso agli atti, maggiori possibilità di contraddittorio e adeguate forme di risarcimento – qualora il procedimento venga archiviato – a favore del dipendente ingiustamente accusato e preventivamente soggetto a disposizioni punitive, anche particolarmente severe, in un’ottica di “presunzione di colpevolezza”.

Piu poteri alla Adlv e più welfare

Il Regolamento dedica ampio spazio ai doveri ma poca attenzione ai diritti, lamentando il mancato coinvolgimento delle associazioni rappresentative, tra cui ADLV, nella fase di elaborazione. In tanti dunque chiedono di rafforzare il welfare, con maggiore attenzione alle spese familiari, ai caregiver, ai genitori con figli minori e con disabilità (rivedendo il sistema di accertamento interno); più smart working e a una più ampia flessibilità oraria.

In Vaticano una Segreteria per l’Economia troppo invasiva

La maggior parte delle osservazioni riguarda il ruolo onnipresente della Segreteria per l’Economia, contro ogni principio di equilibrata distribuzione dei poteri, ritenendolo eccessivamente esteso, soprattutto nella gestione del personale, finanche religioso, prima amministrato esclusivamente dalla Segreteria di Stato. Si esprimono inoltre riserve sul crescente ricorso a società di revisione e cooperative esterne, volontari e tirocinanti, auspicando che tali strumenti non sostituiscano occupazione stabile.

Attenzione alla sicurezza sul lavoro

Non mancano richieste di maggiori tutele previdenziali, compresa la possibilità di elevare, su richiesta del dipendente, l’età pensionabile da 65 a 67 anni per chi ha una pensione mista, e di una maggiore attenzione alle condizioni materiali di lavoro, con interventi su sicurezza, protezione dagli agenti atmosferici e benessere del personale.

In Vaticano troppo controllo amministrativo e gerarchico

Nel loro insieme, le osservazioni delineano una richiesta di riequilibrio del rapporto tra amministrazione e lavoratori. La convinzione diffusa è che il nuovo Regolamento abbia ulteriormente spostato il baricentro dalla tutela della persona verso una prevalente logica di controllo amministrativo e gerarchico, rendendo auspicabile un confronto che riporti il lavoratore al centro di un’organizzazione basata sui principi evangelicisul Magistero della Chiesa e sulla sua Dottrina Sociale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *