Adlv, Giubileo del mondo del lavoro

Vaticano. E’ possibile recuperare il biennio perduto dai dipendenti?

Nel giorno del compleanno di Papa Leone XIV, al quale l’Associazione Dipendenti Laici Vaticani (ADLV) rivolge i più sentiti auguri, desideriamo esprimere l’auspicio che questa significativa ricorrenza possa rappresentare un’occasione per inaugurare una nuova stagione di dialogo sincero, costruttivo e attento alle istanze di tutti coloro che prestano il proprio servizio nella Santa Sede e nel Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Il Motu Proprio di Papa Leone XIV, datato 1° settembre 2026 e pubblicato il 14 settembre, “sentito il competente parere della Segreteria per l’Economia”, offre l’opportunità di tornare su alcuni interrogativi che, per quanto ci riguarda, attendono ancora un chiarimento.

Manca una vera consultazione

Come già avvenuto in occasione della Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio di Papa Francesco, Un futuro sostenibile, del 2021, anche in questa circostanza i dipendenti vaticani non sono stati coinvolti nel percorso di formazione di disposizioni destinate a incidere significativamente sulle loro condizioni, neanche attraverso attività di consultazione delle loro rappresentanze. Infatti, benché il sistema vigente non riconosca forme di partecipazione attiva dei dipendenti ai processi decisionali, l’ADLV, “voce dal basso dei lavoratori”, ha sempre offerto la propria disponibilità a fornire ogni forma di supporto alla missione del Santo Padre, accanto all’ULSA, organismo di natura prettamente istituzionale.

Il taglio del biennio e i suoi costi economici

In questa sede, riteniamo importante ricordare quanto avvenuto durante l’emergenza da Covid-19, quando furono assunte decisioni in tempi straordinariamente rapidi e senza una previa informativa ai dipendenti, sempre su proposta della Segreteria per l’Economia. La modalità adottata al tempo aveva suscitato perplessità e portato alla presentazione di una lettera a Papa Francesco, nella quale venivano sottoposti alla sua attenzione diversi aspetti della vicenda: dagli effetti della sospensione del biennio di anzianità sulla pensione e sulla liquidazione, con un impatto potenziale, in alcuni casi, di diverse migliaia di euro per dipendente, al monte ore negativo addebitato ai dipendenti impossibilitati a svolgere il loro lavoro durante la pandemia; dal permanere di specifiche condizioni di particolare vantaggio applicabili ai livelli dirigenziali (come l’esclusione totale delle categorie C2 e C3 dal provvedimento) alla proposta di effettuare tagli su altre voci di spesa. Si ricordava, in quell’occasione che, su retribuzioni rimaste sostanzialmente invariate dal 2008, il biennio di anzianità rappresentasse, insieme alla tredicesima mensilità e agli straordinari, ove effettivamente retribuiti e non confluiti nel “monte ore”, una delle poche possibilità di incremento della retribuzione individuale.

Lavoro, il Vaticano non abbia le logiche di un’impresa

Nella medesima comunicazione venivano inoltre richiamati alcuni possibili profili di natura contrattuale e, più in generale, i principi della giusta mercede e della Dottrina Sociale della Chiesa, nella convinzione che anche le misure adottate in situazioni di particolare difficoltà debbano sempre essere accompagnate da un’adeguata attenzione alla dignità della persona e alla sostenibilità delle conseguenze per le famiglie. In quei mesi, i Superiori hanno più volte sottolineato come le azioni intraprese avessero consentito di evitare il ricorso ai licenziamenti. Si tratta di una finalità che l’Associazione potrebbe comprendere alla luce della straordinarietà della situazione. Ci permettiamo, tuttavia, di osservare che la particolare natura dello Stato della Città del Vaticano rende non sempre immediatamente sovrapponibili le logiche proprie di un’amministrazione pubblica a quelle di un’impresa privata.

Prevedere ammortizzatori sociali anche in Vaticano

Resta, dunque, una domanda: sarebbe stato possibile prevedere già in precedenza strumenti di accantonamento e riserve destinati a fronteggiare situazioni emergenziali, come avviene nei sistemi economici degli Stati? E, qualora ciò non fosse stato possibile, si sarebbe potuta configurare la sospensione temporanea degli scatti biennali di anzianità come una misura effettivamente transitoria, quasi come un “prestito” destinato a essere restituito una volta terminato il periodo di maggiore difficoltà?

Lo scatto biennale non viene recuperato

Oggi, superata da tempo la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, sono maturate condizioni economiche e finanziarie diverse da quelle che avevano accompagnato l’adozione delle misure emergenziali. Il Motu Proprio sancisce il superamento, con effetto dal 1° settembre 2026, delle misure di contenimento salariale adottate durante la pandemia, precisando tuttavia che restano definitivamente acquisiti gli effetti prodotti nel periodo della loro vigenza, compresa la sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità. Vengono così superate la riduzione del 10% sulle retribuzioni dei Cardinali, quella dell’8% applicata ai livelli C e C1 e quella del 3% relativa alle retribuzioni di sacerdoti e religiosi. Le categorie C2 e C3 non sono mai state interessate da tali riduzioni. Per i dipendenti, tuttavia, l’abrogazione non risulta accompagnata né dal riconoscimento retroattivo degli scatti non maturati né da una specifica forma di compensazione per gli effetti economici prodotti da tali disposizioni.

Una compensazione sul tfr e sulla pensione

È proprio a partire da questo punto che l’Associazione desidera rivolgere una domanda, nella piena consapevolezza della complessità delle responsabilità che accompagnano le decisioni in materia economica e di personale: sarebbe possibile tenere conto anche dei sacrifici sostenuti dai dipendenti durante gli anni dell’emergenza, valutando, qualora non fosse possibile una restituzione piena di quanto detratto dagli stipendi, forme di riconoscimento una tantum o misure perequative, come l’annullamento degli effetti del Motu Proprio Un futuro sostenibile sulla liquidazione e sulla pensione dei dipendenti?

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