Proteste in Vaticano

1988
I dipendenti vaticani protestano. Con il mese di febbraio, comincerà uno slittamento della data in cui ricevono
lo stipendio. In Vaticano, gli stipendi venivano anticipati e pagati finora al primo del mese. A gennaio è stato
tutto regolare. Ma, a febbraio il pagamento degli stipendi verrà spostato al giorno 10, in marzo al 15, in aprile
al 20, in maggio al 25, in giugno al 27. Sarà poi quest’ ultima la data per tutti i mesi successivi. La decisione
è stata presa concordemente dalle varie amministrazioni vaticane allo scopo di pervenire a un criterio di
uniformità, evidentemente con lo Stato italiano. Il provvedimento, però, è stato notificato ai dipendenti
improvvisamente durante la settimana scorsa. Senza preavviso, in modo selvaggio, commenta il presidente
dell’ associazione dei lavoratori della Santa Sede, Mariano Cerullo. Noi non siamo contro il provvedimento,
continua Cerullo, ma avevamo chiesto di procedere con maggiore gradualità e avvertendo molto prima i
dipendenti. Invece, noi stessi dell’ associazione l’ abbiamo saputo dalle lettere della varie amministrazioni,
affisse alle bacheche. Bisogna tener presente che molte famiglie potranno avere delle difficoltà, soprattutto
in questo mese in cui si pagano bolli automobilistici, patenti, tasse Tv. In questo modo, è vero che ci saranno
dodici stipendi durante l’ anno, ma in pratica potremo contare solo su undici mensilità. Anche i pensionati
saranno soggetti alla nuova normativa. In Vaticano si prevede che molti, per far fronte ai propri impegni,
dovranno far richiesta di anticipi, da trattenere poi sulla busta paga. Sembra che le amministrazioni abbiano
avuto direttive per andare incontro ai casi più difficili, fino al raggiungimento della stabilità.