Adlv, Giubileo del mondo del lavoro

Lavoro in Vaticano, Adlv sia riconosciuta e il dialogo sia vero

L’elezione di Papa Leone XIV segna l’inizio di una nuova tappa nel cammino della Chiesa e della comunità vaticana. Una nuova tappa che si inserisce nella continuità del magistero dei suoi predecessori e ne prosegue l’impegno per la centralità del Vangelo e della persona. In questo quadro si apre anche una fase significativa per la vita lavorativa all’interno del Vaticano.

La persona, non il capitale, sia al centro del lavoro in Vaticano

Dopo le festività natalizie, durante le quali il Santo Padre ha rinnovato con forza l’appello alla pace e alla dignità di ogni uomo, il concistoro del 7-8 gennaio 2025 ha dato un primo segno di orientamento per il suo servizio petrino. Ai Cardinali Papa Leone XIV ha ricordato: ”Noi non siamo qui a promuovere agende – personali o di gruppo –, ma ad affidare i nostri progetti e le nostre ispirazioni al vaglio di un discernimento che ci supera ‘quanto il cielo sovrasta la terra’ e che può venire solo dal Signore… Il nostro Collegio, pur ricco di tante competenze e doti notevoli, non è chiamato ad essere, in primo luogo, un team di esperti, ma una comunità di fede”. Apprezziamo questa tendenza a guardare oltre l’aspetto burocratico-amministrativo, tipico di una qualsiasi azienda che guarda esclusivamente alla situazione finanziaria, e la necessità di mantenere al centro del nostro sistema lavorativo il Vangelo e l’attenzione alla persona. “Al centro di qualsiasi dinamica lavorativa non si devono mettere né il capitale, né le leggi di mercato, né il profitto, ma la persona, la famiglia e il loro bene, rispetto ai quali tutto il resto è funzionale” ha ricordato il Santo Padre in occasione dell’incontro con i Consulenti del lavoro, il 18 dicembre u.s. E ancora: “Mentre un’economia distorta induce a trattare gli uomini come merce, Dio si fa simile a noi, rivelando l’infinità dignità di ogni persona” (Omelia, Santo Natale 2025).

Come Adlv abbiamo grandi aspettative

Per i dipendenti laici del Vaticano questo è un tempo di attesa impegnativa, carica di speranza ma segnata anche da non poche fatiche. Come Associazione rappresentativa, l’ADLV desidera innanzitutto esprimere le grandi aspettative riposte nelle scelte del Santo Padre in materia di organizzazione del lavoro, confidando che tale attenzione alla persona possa tradursi in passi concreti di miglioramento delle condizioni lavorative. Il nome Leone XIV, che richiama una stagione importante per lo sviluppo della Dottrina Sociale della Chiesa, rappresenta per noi un elemento di incoraggiamento. Tuttavia, la fisiologica lentezza dei processi decisionali vaticani, unita alle situazioni di sofferenza emerse dal questionario recentemente concluso, rende l’attesa talvolta logorante per chi vive condizioni di particolare fragilità.

Dialogo e ascolto sono fondamentali

In questo contesto, ciò che sembra più urgente è ascolto e dialogo, dimensioni fondamentali in ogni comunità ecclesiale e lavorativa. Non a caso, Papa Leone XIV ha invitato i Cardinali a ” Ascoltare la mente, il cuore e lo spirito di ciascuno; ascoltarsi l’un l’altro…In futuro, questo stile di ascolto reciproco, cercando la guida dello Spirito Santo e camminando insieme, continuerà ad essere di grande aiuto per il ministero petrino che mi è stato affidato”, indicando questo stile di ascolto reciproco come aiuto prezioso per il suo ministero.

Adlv sia riconosciuta come interlocutore, a difesa dei più deboli

L’ADLV desidera essere riconosciuta come interlocutore leale in un clima di autentica collaborazione, non solo con l’ULSA – con cui è in corso da mesi una cooperazione positiva – ma anche con tutti i responsabili che potrebbero trarre beneficio da un confronto diretto con l’esperienza quotidiana dei lavoratori. Le segnalazioni che giungono all’Associazione interrogano sulla reale disponibilità ad affrontare insieme le criticità presenti nel nostro ambiente di lavoro. Raccogliamo soprattutto le voci dei più deboli: persone che vivono situazioni complesse, si sentono intimorite, scoraggiate, deluse, fino a percepirsi ferite da ingiustizie vissute come molto gravi.

Ci sia un vero cambiamento radicale in nome della Dottrina Sociale

L’Associazione non intende puntare il dito contro singole figure o strutture, ma chiede di poter essere ascoltata per contribuire a far emergere e correggere dinamiche che generano discomunione, divisione e frustrazione, indebolendo la qualità umana e cristiana della nostra comunità di lavoro.​ Come laici al servizio della Santa Sede, attendiamo un cambiamento reale, radicato nel Vangelo e nella Dottrina Sociale della Chiesa, e confidiamo che il Santo Padre, insieme ai suoi collaboratori, possa promuovere percorsi di rinnovamento rispettosi delle persone e della missione ecclesiale. Facciamo nostre le parole di Papa Leone XIV: ““Dio si rivela e nulla può restare fermo. Finisce un certo tipo di tranquillità, quella che fa ripetere ai malinconici: ‘Non c’è niente di nuovo sotto il sole’ (Qo 1,9). È questa la speranza che ci viene donata”. In questa speranza desideriamo continuare a operare con responsabilità e spirito di servizio, per il bene di tutta la comunità vaticana.

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